DARIOVATTAARCHITETTO
Villa 220 Corte delle Dolomiti 020.jpg
2006 - 2009  Riuso Villa 220, Villaggio ex Eni Corte delle Dolomiti
Borca di Cadore Belluno
traspVilla 220 Corte delle Dolomiti 020.jpgCorte delle Dolomiti villa 220 036.jpgVilla 220 Corte delle Dolomiti 120.jpgVilla 220 Corte delle Dolomiti 009.jpgavanti
Riuso Villa 220, Villaggio ex Eni Corte delle Dolomiti
Luogo:            
Borca di Cadore, Belluno
Commitente:  
AC Investimenti srl
Progettisti:      
Arch. Dario Vatta (Interiors)
Geom. Luigi Troncon (prog. edilizio e DL)
Design Team:
Workshop srl
(collaboratori: Daniele Faggian,
Sergio Soppelsa)

Appaltatore:    
Impresa Troncon Snc, Vodo di Cadore
Foto
Archivio WS/DV

Il villaggio Eni di Borca di Cadore, inaugurato nel 1958, è il frutto del felice incontro tra Enrico Mattei, imprenditore pubblico illuminato, con Edoardo Gellner, architetto innovatore quanto intransigente.
Il villaggio costituito da 600 case, delle quali ne furono costruite solo duecento, una colonia,  un centro amministrativo e sociale, due alberghi ed  una chiesa (progettata in collaborazione con Carlo Scarpa) è un intervento urbanistico di fondazione di grande respiro,  a partire dal ridisegno del sito rimodellato attraverso il rimboschimento di un conoide di deiazione ghiaioso posto sulle pendici del monte Antelao.
Le ville, di limitata tipologia, furono realizzate con criteri di prefabbricazione e modalità costruttive innovative per l'epoca: setti in cls, struttura in elevazione in carpenteria metallica, travi di copertura a struttura sottile realizzati con pannelli accoppiati di legno.
L’interno era organizzato con fluidità e continuità spaziale, con riferimento esplicito alle esperienze coeve nord-americane.
Tutt'oggi le ville possono considerarsi attuali, ancorché le esigenze e le necessità legate all’uso turistico contemporaneo richiedono in particolare l'estensione e la riorganizzazione degli ambienti di servizio oltre al rifacimento degli impianti, considerato che le ville erano state costruite per il solo utilizzo estivo.
Alcune case del villaggio sono state completamente ristrutturate con malinteso riferimento all’architettura ampezzana,  del tutto estranea al linguaggio contemporaneo del villaggio.
Nel caso della villa n. 220, il progetto ha invece previsto il mantenimento ed il restauro dell'involucro esterno e la riorganizzazione degli spazi interni ricavando una camera ed un servizio igienico ulteriore, al fine di soddisfare le esigenze di accoglienza e di ospitalità del Committente, cercando altresì di non snaturare lo spirito contemporaneo che l’architetto Gellner aveva dato alle sue case.
L’interno è stato concepito come un’ involucro continuo ligneo, senza soluzione di continuità, con eccezione della zona di accesso, del caminetto  e dei bagni rivestiti in liste di diorite, similare a quella utilizzata da Gellner nell’ingresso delle ville, altrimenti pavimentate in linoleum.
Buona parte degli arredi originari, realizzati con mogano di forte spessore proveniente da aree in cui l’Eni realizzava i suoi impianti, sono stati accuratamente restaurati e riutilizzati.